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Progetto ARTU - Confcommercio

 

Conosciamo meglio i disturbi muscolo scheletrici

I disturbi muscoloscheletrici (DMS) sono tra i disturbi più comuni legati al lavoro. Prevenire i DMS non solo contribuisce a migliorare la salute dei lavoratori, ma è anche una scelta dall'importanza prioritaria per le imprese.

In Italia i disturbi muscolo-scheletrici colpiscono milioni di lavoratori e costano miliardi di euro di risarcimento in malattie professionali.

I DMS legati alle attività lavorative colpiscono la schiena, il collo, le spalle, gli arti superiori e inferiori, e portano a disturbi delle articolazioni, dei muscoli e dei tessuti, spesso irreversibili. I problemi di salute vanno da malesseri e dolori di lieve entità che costringono i lavoratori ad assentarsi dal lavoro, sino a patologie più gravi per le quali sono necessarie cure mediche e dove a volte il dipendente non può più nemmeno lavorare.

La maggior parte dei DMS legati alle attività lavorative si sviluppa nel tempo, diventando quindi una malattia professionale. Di solito la causa dei DMS non è una sola: spesso vi concorrono vari fattori di rischio, tra cui fattori fisici e biomeccanici, organizzativi e psicosociali, nonché quelli individuali.

I fattori di rischio fisici e biomeccanici possono includere:

  • la movimentazione manuale dei carichi, specialmente durante le fasi di flessione e torsione;
  • movimenti ripetitivi o che richiedono uno sforzo;
  • posture scomode, incongrue, prolungate o statiche;
  • ambienti di lavoro freddi o umidi, scarsa illuminazione;
  • ritmi intensi di lavoro.

I fattori di rischio organizzativi e psicosociali possono includere:

  • elevata intensità lavorativa e bassa autonomia decisionale;
  • carenza di pause o di possibilità di cambiare posture durante il turno di lavoro;
  • lavorare molto velocemente o freneticamente (essere in pochi o in troppi);
  • difficolta a raggiungere il luogo di lavoro, o la propria abitazione quando si finisce il turno di lavoro;
  • lavorare per orari prolungati o a turni;
  • difficoltà a recepire le istruzioni di lavoro, o di comunicare con i colleghi o con il datore di lavoro;
  • vessazioni, bullismo, molestie e discriminazione sul luogo di lavoro.

In genere tutti i fattori psicosociali e organizzativi (soprattutto se uniti ai rischi fisici) che possono portare a stress, fatica, ansia o altre reazioni, a loro volta incrementano drammaticamente il rischio di esposizione a disturbi muscolo-scheletrici.

I fattori di rischio individuali possono includere:

  • anamnesi precedente (situazione familiare, malesseri o patologie personali, depressione, scarsa soddisfazione personale);
  • capacità fisica;
  • stile di vita e abitudini (ad es. fumo, mancanza di esercizio fisico).
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